15 novembre, 2007

The Steerage

The Steerage (Il ponte di terza classe) è la fotografia più famosa di Alfred Stieglitz, un’immagine simbolo Della nuova era fotografica che andava iniziando ai primi anni del ‘900, l’epoca delle macchine portatili e della “chimica di massa”. In pratica, la porta d’ingresso sulla scena storica della fotografia moderna.
The Steerage è oggi considerato il capolavoro della fotografia d’avanguardia americana; non ha alcun tratto specifico che la contraddistingua. Mostra la gente comune di un ponte di terza classe di un transatlantico vista dal ponte di prima classe.
La storia di quella fortunata immagine ce la racconta lo stesso
Stieglitz nel 1942, nella rivista Twice-A-Year num. 8/9 pag. 105-136.

Il tutto cominciò da un viaggio per l’Europa a bordo della Kaiser Wilhelm II, la nave più lussuosa dell’epoca, e dalla noia che quel viaggio suscitava in Stieglitz. Fu in seguito a una passeggiata fatta allo scopo di vincere la noia di giorni e giorni di navigazione in una specie di sospensione temporale che, giunto al termine del ponte di prima classe, buttò giù lo sguardo ed ebbe quella che si potrebbe definire una folgorazione: sotto di lui, sul ponte di terza classe, uomini, donne e bambini. Una lunga scala portava al ponte superiore, sempre di terza classe. A sinistra c’era una ciminiera inclinata e dal ponte superiore pendeva una passerella che brillava per la vernice fresca.
Sul ponte superiore, un giovane, con una paglietta bianca perfettamente rotonda in testa, guardava in basso. Per qualche inspiegabile motivo, la scena che videro i suoi occhi lo affascinò al punto da indurlo a tornare indietro con la massima celerità per recuperare la sua
Graflex, mentre il cuore gli batteva forte per l’emozione e per la paura che quella scena, così effimera, potesse svanire da un momento all’altro.
Quando tornò sul posto, constatò con grande gioia che la scena che aveva visto era ancora lì, intatta, disponibile allo scatto.
Il negativo fu trattato appena il fotografo giunse a Parigi.
Il focus di tutta la vicenda è, evidentemente, il momento in cui improvvisamente, da dietro un parapetto, compare l’immagine agli occhi del fotografo. Quell’immagine che è un prodotto della sua mente, non un fatto oggettivo. Un oggetto mentale che faceva riferimento a una situazione reale. Quella cadenza di linee, la divisione a metà come se fossero due immagini distinte sovrapposte, la croce sbilenca formata, sulla sinistra, dalla ciminiera e dalla passerella definiscono una concezione grafica, un senso di distribuzione dei volumi, un’organizzazione spaziale che
Stieglitz ha saputo vedere perché il tutto era già organizzato nella sua mente.
La lezione futurista europea, filtrata dal desiderio di realismo americano, le istanze sociali che andavano formandosi e che spingevano verso un interesse per le classi meno abbienti (marxismo?) che qui diventano i fornitori privilegiati di estetica del
linguaggio fotografico, tutti questi fattori hanno determinato il formarsi dell’immagine nella testa di Alfred Stieglitz. Lo stesso fotografo racconta, nell’articolo, di come, mostrando la foto, abbia percepito da parte degli altri una certa perplessità, un’indifferenza che gli faceva prendere atto di come nessuno riusciva a “vedere” quello che aveva visto lui.

Il signor Weyhe e Carl Zigrosser che lavorava con lui, erano due degne persone. In qualche modo avevano recuperato alcune copie di Camera Work. Avevano pure recuperato alcune copie di The Steerage su carta giapponese.
Non molti anni dopo, entrando nel loro negozio in Lexington Avenue un giorno, vidi The Steerage incorniciata e appesa alla parete tra acqueforti e litografie davvero molto belle.

Quanto costa The Steerage? Chiesi.
Quattro dollari.

Fui tentato di comprarla. Sembrava così bella ed il prezzo era così ridicolmente basso. Mi ricordai che stavo vivendo con cinquanta centesimi al giorno per il vitto e che quattro dollari volevano dire il cibo per otto giorni. Avevo il diritto di comprare le mie stesse fotografie a tali condizioni?
Per almeno tre o quattro anni quella stampa restò appesa alla parete del negozio di Weyhe, lo frequentavo spesso perché era uno dei pochi posti umani a New York.
Un giorno, mentre stavo facendo loro una visita, mentre chiacchieravo di fotografia, Zigrosser mi disse:

Stieglitz, un uomo lìaltro giorno, un collezionista di Leonardo Da Vinci, uno per cui Leonardo è l’unica cosa al mondo, ha visto The Steerage. Ha chiesto cosa fosse e da dove provenisse. Gli dissi che era una fotografia. La guardò ancora, chiese il prezzo, quattro dollari, e la prese.

Bene, pensai, è in buona compagnia e chissà se Leonardo lo sapesse, forse non gli spiacerebbe.
Ero contento di non aver ceduto alla tentazione e di aver avuto cibo per otto giorni. Almeno una volta nella vita ero stato saggio. Non avevo ceduto alla tentazione di comprare una fotografia, anche se era opera mia.

Bibliografia:
Vari, Fotografi sulla Fotografia, antologia critica curata da Nathan Lyons, Agorà editrice 1990

Immagine:
Alfred Stieglitz, The Steerage, 1907


3 commenti:

Anonimo ha detto...

You have to express more your opinion to attract more readers, because just a video or plain text without any personal approach is not that valuable. But it is just form my point of view

Anonimo ha detto...

Not bad article, but I really miss that you didn't express your opinion, but ok you just have different approach

Anonimo ha detto...

How you can Maximize A person's Projector

Also visit my site :: Optoma HD33